Quando Anna mi propose l’anno scorso di fare un periodo di lavoro a Wau, nel centro del Sud Sudan, una nazione tra le più disgraziate al mondo, cercai strenuamente di oppormi adducendo numerose e valide argomentazioni (gli impegni a Chivasso , la famiglia, i dubbi sulla mia salute, la preoccupazione sulla mia capacità di adattarmi alla fatica e al lavoro ospedaliero di un ospedale africano dopo tanto tempo ; per ultimo il mio abbandono da tempo dell’attività chirurgica-ortopedica , che non mi faceva ben sperare sulla utilità pratica della mia missione specifica di formazione e aiuto nel settore ortopedico e traumatologico..)
Insomma.. il richiamo intenso del bene d’Africa, che mi accompagna da una vita intera è stato più forte e ora sono qui in questo bellissimo Ospedale a gustarmi di nuovo i colori, i profumi, le sofferenze e le fatiche di queste persone che già da subito sento come la mia gente; mi fanno sentire a casa. Il Comboni Hospital di Wau, capoluogo della regione Western Bahr el Gazhar e secondo centro del Sud Sudan come importanza e popolazione dopo la capitale Juba, mi ha spalancato le porte con la sua calda ( anzi caldissima) accoglienza e il lavoro avvolgente e continuo!
Sono qui con Luca , che ringrazio per essere stato da subito la mia spalla e il mio aiuto costante con i suoi consigli il suo entusiasmo e la sua esperienza già vissuta qui più volte
La nostra giornata inizia presto con i colori dell’alba che ci dona in un attimo la luce del giorno e ci fa pregustare il caldo torrido che non ci abbandonerà fino a sera; le rare e fragorose piogge sono benedizioni del cielo, rinfrescano l’atmosfera e fermano per un po’ a terra la polvere rossa che filtra dalle finestre e ricopre ogni nostro oggetto domestico !

Alle 7.30 siamo già schierati nei nostri reparti (Chirurgia e Medicina) ; Luca si accompagna ai medici e agli infermieri locali facendo il giro in Medical Word poi passa nei locali del OPD (out patient department) dove in un caldo asfissiante vengono ascoltati visitati e trattati decine di pazienti , smistando al ricovero chi necessita di degenza o Intervento chirurgico o le mamme in attesa di partorire ( tantissime !!ogni giorno qui sbocciano 12 nuove vite !). Quando il flusso di pazienti si interrompe, verso le ore 16, si parte di nuovo per il contro giro in Reparto e la continua disponibilità per tutte le urgenze. Finalmente per rilassarsi.. ecco Luca al lavoro quotidiano per creare una efficiente rete di Wi-fi , con l’aiuto di un amico valsusino e, necessariamente ,dei due tecnici tuttofare dell’Ospedale : oggi è finalmente riuscito a montare l’antenna sul tetto dell’Amministrazione e presto si avrà la connessione in ogni locale !

Tutto questo (e molto altro) è stato ottenuto con i fondi raccolti da Needle ! e sono contento di aver fatto il mio piccolo pezzettino
La mia giornata è invece per lo più chirurgica e dopo il giro in Reparto si va avanti in Sala operatoria fino a quando ci sono pazienti e affrontando le numerose urgenze ( in particolare Cesarei ed Ernie strozzate, peritoniti..) Mi affianco con grande soddisfazione e teso ad apprendere ogni più piccolo suggerimento , a Suor Maria e Suor Marianna ,Chirurgo e Ginecologa che affrontano ogni paziente con capacità esperienza e , non meno importante ..grande umanità. La sala Operatoria è molto pulita e funzionale e il personale dedicato e preparato (in particolare il nostro Brother Andres fratello comboniano messicano) Io apprendo l’arte della chirurgia addominale e dell’urologia da Maria, generosa e talora appassionata paladina del diritto alla salute in queste mura che lei stessa ha visto nascere prima ancora che questo stato diventasse indipendente; direttrice medica di questa struttura, sa imprecare contro gli infermieri ostinati e commuoversi subito dopo baciando una bimba consegnata nelle sue braccia!

